La giara
Lo stesso testo su tre livelli
Ecco come inizia in A1, in B1 e in C1. Scegli la versione che leggi con piacere.
Don Lollò Zirafa è un uomo ricco. Ha molta terra e tanti ulivi. Ma litiga con tutti e va sempre dall’avvocato. Le liti lo rovinano. Alla fine l’avvocato gli regala un libro di leggi.
Quell’anno anche gli ulivi erano carichi di olive. Don Lollò Zirafa, padrone del podere delle Quote, a Primosole, aveva già cinque giare vecchie, di coccio smaltato, ma ne ha ordinata una sesta, più grande, a Santo Stefano di Camastra. Ha litigato anche con il vasaio, e alla fine l’ha pagata quattro onze, in contanti.
Piena anche per gli olivi quell’annata. Piante massaie, cariche l’anno avanti, avevano raffermato tutte, a dispetto della nebbia che le aveva oppresse sul fiorire.
Parole per il testo
- giara
- Grande vaso di terracotta per l’olio.
- palmento
- Stanza bassa e buia della fattoria.
- mastice
- Colla molto forte.
- aia
- Spazio aperto davanti alla casa di campagna.
- pendio
- Terreno in discesa.
- onza
- Moneta antica della Sicilia.
L'inizio del testo
Una giara nuova
Quell’anno anche gli ulivi erano carichi di olive. Don Lollò Zirafa, padrone del podere delle Quote, a Primosole, aveva già cinque giare vecchie, di coccio smaltato, ma ne ha ordinata una sesta, più grande, a Santo Stefano di Camastra. Ha litigato anche con il vasaio, e alla fine l’ha pagata quattro onze, in contanti.
Don Lollò era un uomo ricco, ma litigava con tutti. Per ogni questione gridava: «Sellate la mula!» e correva in città dall’avvocato. Le liti lo avevano quasi rovinato. Alla fine l’avvocato, per non vederlo più, gli ha regalato un calepino di leggi, come quelli da messa.
La giara nuova è stata messa nel palmento, un locale basso, buio e umido. Era alta fino al petto di un uomo, bella e larga di pancia. Doveva essere la badessa delle altre cinque. Se la battevi, suonava come una campana. Nel palmento, però, faceva pena, in mezzo all’umido.
Dopo due giorni di raccolta, la sera del terzo, tre contadini sono entrati nel palmento per mettere a posto le scale e le canne. Hanno trovato la giara spaccata in due, come se qualcuno le avesse tagliato via tutta la parte davanti. Uno ha voluto andarsene in silenzio, ma un altro ha detto di no: il padrone avrebbe dato la colpa a loro.
Ha chiamato a gran voce: «Don Lollò! Ah, Don Lollòoo!» Il padrone è arrivato da sotto la collina, dove gli uomini con le mule scaricavano il letame. Ha preso un contadino per la gola e lo ha inchiodato al muro. «Sangue della Madonna, me la pagherete!» Poi ha sbattuto a terra il cappello, si è battuto le guance e si è lamentato: «La giara nuova! Quattr’onze di giara! Non incignata ancora!»
I contadini lo hanno calmato: la rottura era tutta di un pezzo, e la giara si poteva riparare. Hanno consigliato Zi’ Dima Licasi, che aveva un mastice segreto, «che neanche il martello ci poteva, quando aveva fatto presa». Don Lollò prima ha detto no, poi ha accettato.
In poche parole
Don Lollò è un uomo ricco. Compra una giara nuova per l’olio. Ma la giara è rotta. Zi’ Dima la ripara da dentro. Poi resta chiuso nella giara. Nessuno vuole pagare.
Autore
Luigi Pirandello, La giara (in Novelle per un anno) (1909)
Originale del 1909, di pubblico dominio. L'adattamento è stato verificato sul testo completo. it.wikisource.org
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